Giulio e Anita

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Un racconto per immagini

di Martino Seniga

Riguardando le foto di Giulio Seniga e Anita Galliussi, scorrono le immagini di due vite, inizialmente separate, nel tempo e nello spazio, ma poi fortemente unite e praticamente indissolubili. Nelle foto, ogni tanto, ci sono anch’io, unico figlio di Anita e Giulio. Sono nato a Milano nel 1955 ed ho vissuto con i miei genitori fino al 1974, poi ho continuato seguire la loro vita e la loro attività da altre città e altre nazioni.
Negli anni cinquanta e sessanta la nostra era una famiglia “militante”: il centro di gravità di tutto era l’ideale e l’azione politica. I miei genitori non erano sposati ed io non ho mai ricevuto un’educazione di tipo religioso ma la nostra era una vita molto normale; del resto in quegli anni l’Italia stava rapidamente cambiando e gli schemi culturali e famigliari stavano diventando meno rigidi. Comunque, dal mio punto di vista, la nostra era una famiglia unita ed abbastanza divertente.
Mio padre Giulio, pur essendo totalmente preso dalla militanza politica, era una persona allegra, non priva di trovate creative, a volte imprevedibili. Inoltre era spesso attorniato da amici e colleghi con cui aveva la capacità di instaurare rapporti di grande empatia. In sua compagnia si potevano incontrare personaggi famosi come Ignazio Silone, Giorgio Galli, Edgar Morin, uomini politici come Onorato Damen, Eric Heffer, Antonio Landolfi, Aldo Aniasi, intellettuali e semplici militanti come Walter Kendall, Bruno Rizzi, Vittorio Libéra, Gaetano Arfé, Piercarlo Masini, Ugoberto Alfassio Grimaldi, Andrea Bertazzoni, Umberto Tommasini.
Mia madre Anita si occupava di me, della casa, della “segreteria” di mio padre e della Casa Editrice Azione Comune. Quando mio padre doveva scrivere un articolo o un testo particolarmente impegnativo Anita si sedeva alla macchina da scrivere e assieme trovavano la formulazione migliore alle loro idee.
Concentriamoci ora sulle foto allegate a questo volume che, anche se in modo frammentario, raccontano storie ed emozioni che non sempre possono essere tradotte in parole. Cercherò di ricordare alcune delle storie legate a queste foto, seguendo, quando
possibile, una narrazione cronologica, partendo dalle foto più antiche per arrivare a quelle più recenti.

03 - Anita Galliussi con la madre Mira Ronco a Ivanovo, URSS nel 1936

Una delle prime foto di Anita la ritrae con la madre in Russia nel 1935. Anita ha 10 anni e si trova nel nuovo istituto di INTERDOM (1) a Ivanovo, una cittadina sperduta nella steppa tra Mosca e i monti Urali. Sua mamma, Mira Ronco Galliussi, che lavorava a Mosca, era andata a trovarla nell’Istituto dove veniva educata con altri bambini, figli e orfani di militanti comunisti perseguitati nei loro paesi d’origine o rifugiati in Unione Sovietica. Nel 1931 Anita e Mira erano partire clandestinamente da Udine, per raggiungere a Parigi il padre di Anita, Sante Galliussi, militante del partito comunista italiano ed esule politico. In Francia Anita aveva frequentato la prima elementare ma poi Sante era stato arrestato in Italia, nel corso di una missione clandestina per conto del partito, e Anita era dovuta ripartire con la madre Mira, questa volta per Mosca. Nel momento in cui viene scattata la foto Sante, il padre di Anita, è incarcerato in Italia e Anita non lo vede da tre anni. La foto è anche la testimonianza del suo rimpianto.

“Il mio caso d’altronde non era il più triste. Tra le mie compagne ve n’erano che non avevano mai conosciuto i genitori altre li avevano persi in tragiche circostanze. Alle bambine cinesi dai nomi Fi-fi, Li-li, Tuia, Maia (2) erano stati assegnati dei cognomi russi. (…) Anche Emmy ed Elsy Stenzer, le gemelle tedesche mie coetanee, avevano la mamma a Mosca. Il loro babbo, invece, deputato comunista del Reichstag, era stato assassinato dai nazisti” (Anita Galliussi, I figli del Partito, Vallecchi, 1966; II° ed. Bietti, 2001).

 

04 - Anita Galliussi a Ivanovo nel 1939

 

 

In questa foto Anita ha 13 anni, è cresciuta e si e’ inserita nell’Istituto e nella scuola di Ivanovo, dove riceve un trattamento ed un’educazione di qualità superiore a quella impartita normalmente nelle scuole sovietiche dell’epoca.

 

 

 

 

 

 

 

Nelle due foto successive si vedono un edificio in muratura della scuola del Soccorso Rosso ad Ivanovo ed una sala di lettura.

05 - Uno degli edifici della scuola del Soccorso Rosso di Ivanovo.

06 - La sala di lettura dell'Istituto del Soccorso Rosso ad Ivanovo

09 - Un gruppo di Pionieri in vacanza ad Artek in Crimea nel 1938 (Anita terza da destra in ultima fila)

 

Ecco una foto dei “figli del partito” in Crimea, vestiti nelle fiammanti divise dei pionieri, durante le vacanze estive del 1938.

 

 

 

Un salto di qualche anno ci porta in Svizzera nell’autunno del 1943. Questa è la prima fototessera di mio padre.
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Giulio Seniga ha 28 anni è un antifascista, ex operaio e membro della commissione interna dell’Alfa Romeo, dopo l’8 settembre è riparato a Lugano dove ha aderito al Partito Comunista e stasvolgendo attività di reclutamento per le forze partigiane che si stanno organizzando sulle montagne dell’Ossola e della val Sesia.

 

 

 

 

 

Negli anni della guerra partigiana Giulio svolgerà molti incarichi ed affronterà alcune missioni molto rischiose che gli procureranno anche gravi ferite.

 

12 - Giulio Seniga (Nino) con con il comandante partigiano Riccardo Scrittori (Ottavio) in val D'Ossola nel 1944

15 - Il Comando delle Brigate Garibaldi nell'aprile 1945 (in prima fila col cappello Vincenzo (Cino) Moscatelli con Eraldo Gastone, Seniga è il secondo da destra)

Nel 1944 Seniga è uno dei punti di riferimento delle Brigate Garibaldi nel corso della Repubblica Partigiana della Val d’Ossola. In questa foto è con il comando delle Brigate Garibaldi al seguito di Cino Moscatelli, Gino Grassi e Pippo de Lorenzi durante i funerali dei fratelli Vigorelli.

 

 

 

 

 

16 - 28 aprile 1945, comizio di Cino Moscatelli in piazza del Duomo a Milano (in seconda fila Luigi Longo, Seniga in basso a destra)Una foto del 28 aprile 1945 lo ritrae in piazza del Duomo a Milano, con Cino Moscatelli e Luigi Longo. Una prova, secondo mio padre, che Longo non poteva trovarsi a Dongo nel giorno (28 aprile 1945) in cui furono eliminati Benito Mussolini, Claretta Petacci ed alcuni gerarchi fascisti.

 

 

Nel gennaio del 1946 Giulio è a Roma per partecipare, ancora vestito con la divisa di comandante partigiano, al V° congresso nazionale del Partito comunista italiano.

 

 

Pochi mesi dopo, nel marzo 1947, gli sarà chiesto dal Partito di trasferirsi a Roma, per lavorare con Pietro Secchia nell’Ufficio organizzazione del PCI.

Anita e la mamma Mira sono nel frattempo rientrate in Italia dalla Russia. La prima tappa è a Udine dove scoprono che Sante, il padre di Anita, era deceduto a causa di una malattia contratta in carcere. Nelle settimane successive raggiungono Roma dove iniziano a lavorare per il Partito comunista.

18 - Agosto 1948 Frattocchie. In prima filaTogliatti. Secchia e la moglie Alba. Prima da sinistra in piedi Mira Ronco, mamma di Anita Galliussi.In questa foto, scattata nel 1946, a Frattocchie, si vede Mira (la mamma di Anita) con un gruppo di compagni di partito, è l’unica donna in piedi, alla sinistra di Togliatti e Secchia dietro alla moglie di Secchia Alba, con il suo cane pechinese.

 

Anita, che aveva già lavorato nella segreteria di Togliatti a Mosca, non frequenta gli uffici del Partito. Il leader gli aveva chiesto di svolgere un’attività ritirata, senza bisogno di frequentare gli altri “compagni” o di recarsi al lavoro in via delle Botteghe Oscure. Sarà proprio Giulio Seniga, qualche tempo dopo, a chiedere, direttamente a Togliatti, di dispensare Anita da un’attività troppo riservata e, a suo dire, palesemente inutile.

 

 

19 - Varsavia 1949 Togliatti, Secchia, dirigenti partito polacco. (Seniga quarto da sinistra)Giulio Seniga era ormai un esponente di fiducia dell’apparato del PCI, collaboratore di Secchia, faceva parte di quel gruppo di funzionari che si occupavano della vigilanza e si muovevano regolarmente tra Roma, Mosca e altre capitali europee.

 

 

20- Seniga a Mosca nel 1949 con i gigli di Gramsci, Matteo Secchia e Mario Spallone.In una foto del dicembre 1949 Giulio è a Mosca per celebrare il compleanno di Stalin. Insieme a lui si riconoscono i due figli di Gramsci, Delio e Giuliano, Matteo Secchia e il medico di Togliatti, Mario Spallone.

 

 

 

In quegli anni Giulio consolida il suo rapporto con Anita e il suo ruolo di vice-responsabile della Commissione vigilanza del PCI.
Precedentemente, aveva conseguito, presso l’aeroporto dell’Urbe di Roma, il brevetto di pilota di aviazione civile, per pilotare un aereo a disposizione del Partito, che sarebbe stato utilizzato per tentare di trasportare in un paese amico i capi del Pci in caso di
un golpe antidemocratico.
Giulio Seniga, come è testimoniato anche dal suo primo testo autobiografico “Io Credevo”, scritto nei primi anni Cinquanta e pubblicato postumo nel volume Credevo nel Partito. Memorie di un riformista rivoluzionario, non si riconosce più nella linea del partito. Le sue critiche riguardano in particolare l’asservimento alla direttive di Mosca e l’ipertrofia dell’apparato centralizzato del partito. Un apparato che ritiene troppo burocratico e poco interessato ai reali problemi dei militanti di base e della classe operaia, di cui continua amritenersi un membro ed un rappresentante.

21 - Partita a bocce nei primi anni cinquanta. (al centro Pietro Secchia e Giulio Seniga).In questa foto dei primi anni cinquanta appare impegnato in una partita a bocce con il vicesegretario Pietro Secchia.

 

 

 

Il 25 luglio 1954 qualcosa si rompe in modo definitivo. A rischio della propria vita e assolutamente indifferente al suo futuro personale Giulio Seniga decide di intraprendere un’azione individuale di rottura nei confronti del vertice del partito comunista italiano. Le sue motivazioni sono chiare e vengono messe nero su bianco in una lettera a Pietro Secchia di cui riporto di seguito le righe iniziali:

“La mia lunga e vigile osservazione, corroborata ed aiutata da certe tue acute considerazioni e affermazioni sulla politica del Partito e sul malcostume –fatto di opportunismo paura e conformismo– che vige nei massimi organismi direzionali del P. fino al comitato centrale […] hanno radicato in me la convinzione che il movimento proletario italiano è stato un’altra volta imbarcato su una strada in fondo alla quale non ci sarà che il fallimento completo.
A differenza di te io però non sono persuaso che oramai non c’è più niente da fare e quindi, non ci resta di aspettare –“seduti sulla riva”– che arrivino quelli [i sovietici]. Sono convinto invece che qualcosa di più e di meglio si può ancora fare – anche se il tempo e il terreno perduto in questi 9 anni non sono cosa da poco. Per questo ho deciso dopo lunga ponderazione di fare questo passo estremo al solo scopo di contribuire a richiamare alla realtà, al buon senso e a maggiore senso di responsabilità chi si è assunto il compito di mettersi alla testa del Partito. Non credo di aver agito alla leggera e soprattutto sono convinto che ciò gioverà a rompere quel costume di omertà politica e morale che tanto danno ha portato a noi in Italia e ovunque si è manifestata. […] (3).

Per Giulio Seniga, per la compagna Anita, per alcuni suoi amici e famigliari ma anche per il Partito Comunista quella del 25 luglio 1954 è una data di cambiamento. Niente sarà più come prima. Seniga inizia una lunga e difficile campagna militante tornando a Milano
e cercando contatti con compagni operai, ex-partigiani e con gruppi di dissidenti comunisti in Italia e in Francia. Questa prima azione politica, sviluppatasi nell’arco di circa 6 anni, pur
portando alla nascita di Azione comunista e del movimento della Sinistra Comunista, coinvolge anche personaggi ed organizzazioni di matrice diversa, in un arco politico che andava dai socialisti democratici, come Ignazio Silone e Giuseppe Faravelli, ai movimenti trotzkisti fino ad alcuni militanti anarchici come Pier Carlo Masini e Gianni Cervetto.

Secchia Negerville Togliatti LongoNel 1955 entro in scena anche io: ecco una mia foto a pochi mesi. Siamo a Lanzo d’Intelvi in provincia di Como, io sono in braccio a mia madre Anita, al centro mio padre Giulio e subito vicino a lui Andrè Marty ex-segretario dell’Internazionale comunista e comandante delle Brigate Internazionali in Spagna.

 

 

 

 

 

 

Nel 1952 Marty era entrato in rotta di collisione con i dirigenti stalinisti del Partito comunista francese ed era stato espulso dal Partito Comunista Francese con l’accusa di “frazionismo”, una parola oggi dimenticata ma che, in quei tempi, era spesso utilizzata per marchiare come nemico chiunque osasse mettere in dubbio l’ortodossia di partito.

24 - Giulio Seniga e Luciano Raimondi ai funerali di Andrè Marty. Tolosa, novrembre 1956Questa foto è stata scatta pochi mesi dopo, nel novembre del 1956 a Tolosa in Francia, Giulio Seniga e Luciano Raimondi partecipano ai funerali di Andrè Marty, in rappresentanza di Azione Comunista.

 

Erano quelli, anni di intensa attività per mio padre e mia madre. Macinavano migliaia di chilometri su di una vecchia Fiat.

25 - Delegazione italiana al congresso del Labour Party nel 1958. (riconoscibili da sinistra Seniga, Doris Heffer, Ugoberto Alfassio Grimaldi, Antonio Landolfi, Eric Heffer

Spostandosi dall’Italia alla Francia su fino all’Inghilterra dove Giulio era in contatto con alcuni militanti della sinistra laburista ed esponenti delle Trade Unions.

 

 

 

Qualche volta i loro viaggi politici raggiungevano anche luoghi più pericolosi, come la Spagna franchista o la Yugoslavia di Tito dove risiedevano, spesso rinchiusi in galera, alcuni dissidenti comunisti come Milovan Gilas. In questi casi venivo prudentemente accompagnato da mia zia Silvia, che viveva a Lugano con il marito Dante Vianello.

27 - Giulio Seniga con il figlio Martino dopo la pubblicazione del libro Togliatti e Stalin (1961)

 

Nel 1961 mio padre pubblica il suo primo libro Togliatti e Stalin (Sugar, 1961; II° ed. Sugarco, 1978).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

28 - Anita Galliussi in uno stand della casa editrice Azione Comune. Milano, Palazzo Reale anni serranta.

 

Nel 1961 inizia anche l’attività della casa editrice Edizioni Azione Comune. Nell’arco di 25 anni pubblicherà una quarantina di testi di politica ed economia, diventando il punto di riferimento per la sinistra socialista, libertaria ed antistalinista.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nel frattempo, terminata la militanza all’interno dei movimenti della sinistra comunista, Seniga e l’amico Pier Carlo Masini si iscrivono al Partito socialista italiano di Pietro Nenni e Giacomo Mancini. La loro è un’adesione politica, motivata dalla volontà di contribuire a costruire un grande partito di sinistra, autonomo dall’egemonia comunista. Seniga è ormai convinto che, anche in Italia, solo le regole e il metodo della democrazia possano consentire un miglioramento reale delle condizioni di vita della classe operaia e dei lavoratori. Per Seniga il modello da seguire è quello delle socialdemocrazie scandinave ma senza rinunciare al costante miglioramento delle condizioni di vita delle classi lavoratrici ed ad una più equa redistribuzione della ricchezza.
Nel 1967, in occasione della crisi in Medioriente, conclusasi con la Guerra dei sei giorni, nasce a Milano l’UDAI (Unione democratica amici d’Israele) di cui mio padre è stato
l’infaticabile motore organizzativo fino alla metà degli anni novanta.

30 - Milano, manifestazione dell'Unione Democratica Amici d'Israele. Anni settanta.
Come segretario dell’UDAI Giulio Seniga può mettere nuovamente in campo le sue notevoli capacità politiche ed organizzative. In pochi mesi costruisce intorno all’UDAI un vasto movimento di che conta anche sull’adesione dei principali esponenti politici dell’arco costituzionale e democratico milanese ed italiano.

Ecco alcune istantanee delle numerose manifestazioni pubbliche organizzate dall’UDAI ed i
ricordi dei numerosi viaggi in Israele.

31 - Seniga ad una maniferstazione dell'UDAI negli anni '80

32 - Israele anni 80 Giulio Seniga con Shimon Peres

Giulio Seniga continua in quegli anni l’attività di giornalista collaborando in particolare con il quotidiano del partito socialista l’«Avanti!».

34 - Giulio Seniga e Anita Galliussi ad una manifestazione partigiana a Milano nel 1987.

35 - Commemorazione partigiana a Salice Terme negli anni ottanta, a sinistra Anita Galliussi, Giulio Seniga.
Negli anni ottanta Giulio Seniga inizia un’attenta opera di riproposizione storica di avvenimenti legati alla Resistenza ed alla lotta al nazifascismo. Un’attività di documentazione e testimonianza che, respingendo la facile retorica, voleva riportare al centro dell’attenzione il ricordo e la testimonianza di quanto fatto dai militanti più umili e dimenticati. Gli stessi protagonisti, spesso sconosciuti e a volte sconfitti, a cui Giulio Seniga e Anita Galliussi hanno dedicato tutta la loro lunga attività pubblica e politica.

NOTE

(1)

La storia di Interdom, in parte raccontata da Anita Galliussi nel suo libro I FIGLI DEL PARTITO, inizia negli anni ’30 ed arriva fino al 2004. In questi settanta anni Interdom ha ospitato, assistito ed educato in Russia alcune migliaia di bambini e ragazzi provenienti da più di 100 paesi di tutti i continenti.

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(2)

Solo recentemente ho scoperto che i nomi ricordati da mia madre erano utilizzati per non rilevare la vera identità delle bambine, tra cui c’erano la figlia di Mao e quella di Lin Piao.

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(3)

Lettera di Seniga a Secchia, 26 lug. 1954, pubblicata in G. Seniga, Credevo
nel partito. Memorie di un riformista rivoluzionario, a cura di M. A. Serci e
M. Seniga, BFS Edizioni, Pisa, 2011, pp. 134-36.

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